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martedì 2 agosto 2011

SUMMER STUFF #2




Sbim! Sbum! Sbam! E' estate? L'estate è finita? Noi non ne abbiamo idea, non ci siamo nemmeno resi conto dell'aumento delle temperature, forse eravamo troppo impegnati a compilare i venti pezzi che fanno parte della nostra nuova compilation. Lo scorso anno l'avete scaricata in tantissimi, questa volta ci vogliamo superare ed abbiamo cercato per voi i pezzi migliori di questa estate. C'è crisi, è tutto gratis e non avete scuse!

Quindi: cliccami!

mercoledì 16 febbraio 2011

Keep It Yours RECORDS Compilation #1

Siete stufi di passare ore a cercare delle nuove band da aggiungere alla vostra libreria musicale? C'è uno spazio vuoto che alberga nella vostra collezione di vinili e non sapete come riempirlo? Keep It Yours vi viene incontro proponendovi la soluzione ad entrambi i problemi. Con un' uscita fissata per il 21 Aprile ed un lancio di quelli memorabili la prima compilation firmata Keep It Yours promette di regalarvi dieci tracce che riuniscono giovani promesse di tutto il mondo. Porcelain Raft, Keep Shelly In Athens, Death in Plains e French Films sono alcuni tra i nomi che figureranno nella tracklist rivelata a cadenza settimanale (ogni lunedì) sul profilo facebook della KIY RECORDS. Per festeggiare l'evento, direttamente dalla California arrivano a Roma (per la prima volta) le Dum Dum Girls di Dee Dee Penny, che si affiancano alle sapienti mani dei dj di casa per una serata degna di essere ricordata negli annali.

Le coordinate sono:
KIY RECORDS COMPILATION Vol.1
Launch Party
GIOVEDì 21 APRILE 2011.
LUOGO: Lanificio 159, Via di Pietralata 159, Roma
SPECIAL GUEST: DUM DUM GIRLS (live) (Usa) (Sub Pop)
+ Special Guest TBA
+ Guest Dj’s

Prezzo d’ ingresso: 12/16 euro *
* 12 euro in riduzione

French Films - Golden Sea


We Are Trees - Sunrise Sunset

lunedì 10 gennaio 2011

Talking Stuff proudly present: Club Mare


D'accordo, è gennaio e stai ancora usando il piumone. Ma il nome dell'evento non significa nulla. Poteva chiamarsi Ananas. O Montepulciano. Quello che conta è che ci sono i gruppi musicali con gli strumenti e i vestiti strani.

TRANS UPPER EGYPT (http://www.myspace.com/transupperegypt)

HEROIN IN TAHITI (il supergruppo segreto di francesco de figuereido e valerio mattioli)

C'è un famoso vj

DOTTOR PIRA video set (http://pira.studiobrutus.com/)

C'è un gruppo di amazzoni asessuate

DJ SETTA (http://djsetta.tumblr.com/)

+ club mare dj's

Ingresso gratuito con invito (lo trovi presso american apparel, pifebo, paris, super, be cool, paraphernalia, i negozi dell'usato in via del governo vecchio, la redazione di zero, la redazione di nero, fanfulla, verme, cargo, 40 gradi, bar del fico, coffee pot)

((( per lista, numero limitato a 250 persone, contattare Kiy / Doppia Palma con messaggio privato )))

Giovedi 20|01  ore 22|00

Lanificio 159

V.di pietralata 159, Roma

martedì 26 ottobre 2010

Talking Stuff proudly present: Keep It Yours Night w. Toro Y Moi



Toro Y Moi (che si legge alla francese Muà), all'anagrafe Chazwick Bundick nasce a Columbia nel 1986, frequenta la Ridgeview High School e successivamente si laurea in graphic design presso la South Carolina University, con un curriculum del genere la definizione di bravo ragazzo non gliela toglie proprio nessuno.
Ed è proprio questa una delle cose che colpisce di Toro Y Moi, l'aria simpatica e timida, da ragazzone introverso, che lo accompagna sul palco sin dai suoi esordi; da quel quartetto indie rock (http://www.myspace.com/theheistandtheaccomplice) formato ai tempi del college all' incontro con Ernest Green, anche conosciuto come Washed Out, che ha portato Chaz a prendersi lo pseudonimo di Toro Y Moi e farsi apri strada del movimento Chillwave tanto caro a questo blog (intervistammo i Neon Indian per voi..).
Con un' introduzione del genere è quindi d'obbligo dirvi che Chaz sarà a Roma per la sua unica data italiana, ospite dell'ormai rinomata c.n. KIY che lo condurrà per voi sul palco dell' Init, in Via della Stazione Tuscolana 133. Ad allietare l'evento oltre a lui si esibiranno i nostrani Casa Del Mirto, al loro esordio assoluto, e i resident djs Soft Punk.
Con una prospettiva così non si può certo mancare!

http://www.myspace.com/toroymoi
http://www.myspace.com/casadelmirto
http://www.myspace.com/wearesoftpunks
http://www.myspace.com/giulius
http://www.tinyurl.com/kiyw-toro

KEEP IT YOURS presents TORO Y MOI // 26 OTTOBRE // INIT (Via della Stazione Tuscolana 133) // 22:00 // 10 €

martedì 20 luglio 2010

Sunset Session: Dente vs Brunori Sas


Il sole è un orologio, il pubblico si copre il viso con le braccia sudate e chi non è seduto è impegnato a scambiare 5 € con una birra gelata. Al Circolo degli Artisti si respira aria pomeridiana, all'ingresso si decide quanto pagare il biglietto e con le mie monetine arrivo a poco più di due euro ricevendo in omaggio un adesivo che riposa sul fondo della mia macchina.
Non è difficile affermare che Dente e Brunori SAS siano due delle promesse musicali più interessanti del panorama italiano, e quindi non è difficile supporre come un evento che li vede suonare insieme per la prima volta possa essere un appuntamento da segnare in rosso sul calendario, soprattutto se ad incorniciarlo c'è un giardino ed un pubblico caloroso e vero come se ne vedono pochi nei live degli artisti nostrani.
Il primo a salire sul palco è Dente, si introduce con le sue solite battute imbarazzate (ed imbarazzanti) per poi prendere il via suonando quattro pezzi ( tra cui Incubo, Vieni a Vivere e Buon Appetito); dopo questa breve sessione in solitaria il cantautore romagnolo introduce "un ragazzo con i baffi che ha tanto insistito per essere qui": Dario Brunori, in arte Brunori Sas. L'affiatamento tra i due è subito sottolineato da una complicità dettata sia dai frenetici scambi di battute sia dal modo in cui riescono a proporre le canzoni alternandosi alla voce e cantando spesso le canzoni dell'altro. Dario prende in prestito Voce Piccolina, Giuseppe abbassa di qualche tono Guardia '82, il pubblico applaude e si lascia trasportare forse dimenticandosi anche del caldo. Brunori prende possesso del palco per 4 pezzi in solitaria, interrompe il pubblico che va fuori tempo, propone Il Pugile, richiama accanto a se Dente e insieme ci regalano Disperato Erotico Stomp di Dalla.
Penso che con 2.50€ mi sono emozionato come chi ne ha usati 40, ringrazio mamma per avermi fatto così semplice e fantastico su quanta sarebbe bella una scena italiana come quella di stasera.






Dopo la session siamo riusciti a strappare i due alla folla di fan giusto il tempo della nostra Talking Question;
"Se poteste far parlare qualcosa di inanimato a cosa dareste voce?"



Dente: " Darei voce alla custodia della mia chitarra, magari mi spiega perché a volte si chiude e a volte no"


Brunori: " Darei voce ad un phon per farmi dire se sono venuti bene i capelli"




Photo By Daniele Tesi


sabato 17 luglio 2010

Beach House 14|07|10 Frigidaire Sonori, Roma

Con 15 euro all' entrata del Circolo degli Artisti ho preso un biglietto per il live dei Beach House e una spilla a tema Frigidaire Sonori.
Probabilmente al posto delle spille ci sarebbero dovuti essere mini-ventilatori ma in fondo non servono proprio a questo i volantini all'ingresso?
Cominciamo dicendo che c'èra molta più gente di quanto ci si potesse aspettare e l'aria condizionata, per quanto potente, non è riuscita a rinfrescare una stanza piena zeppa di persone in preda ai calori estivi. Diciamo che è alquanto anacronistico trovarsi in una serata chiamata "Frigidaire" ed essere costretti a passare la maggior parte del preconcerto a sventolarsi in maniera quasi ossessiva, serviva una ventata di aria fesca. Ma poi sono entrati loro, il magico duo di Baltimora, e la tanto attesa brezza invernale ha pervaso la stanza; Victorial Legrand ha aperto il concerto con un dolcissimo "Buonanotti" e non appena Alex Scally,l' altra metà del duo, ha suonato la prima nota con la chitarra il circolo si è improvvisamente tinto di colori pastello tenui e ingialliti dal tempo e pavimento e pareti sono diventate di legno, quel legno consumato dalla salsedine tipico delle case in riva al mare appunto.
Per l' occasione si è aggiunto anche un batterista, ma era completamente eclissato dagli altri due, lei con la capacità di coinvolgere emotivamente il pubblico con la sua voce molto particolare e la sua strana personalità, e lui con i suoi suoni ipnotici e i pedali schiacciati con un paio di calzini lerci ai piedi.
Hanno suonato egregiamente quasi tutti i pezzi del secondo album Teen Dream e qualcuno di Devotion ma durante tutto il concerto nessuno è riuscito a togliergli gli occhi di dosso.


Photo By Daniele Tesi

martedì 13 luglio 2010

Frigidaire Sonori


Questa settimana non c'è bisogno di andare a cercare improbabili festival e concerti in giro per il mondo che vi svuotano il portafogli e vi riempono le palle (perdonate la volgarità), perchè il nostro amato Circolo Degli Artisti a Roma, ha messo su per noi questo piccolo grande festival combattendo il caldo con artisti, bella gente e una sanissima dose di aria condizionata a palla senza abbandonare la propria casa come invece hanno fatto tutti gli altri locali della capitale, così Talking Stuff ha deciso di dedicarsi completamente a questa serie di serate che andranno dal 13 al 19 luglio e che vedranno coinvolti Os Mutantes, Beach House, Midnight Juggernauts, Kaki King e Dente vs Brunori Sas; vi racconteremo qualcosa in più sugli artisti che si esibiranno e faremo crescere le aspettative perchè siamo sicuri della riuscita del festival...quindi posate il "ventilatorino" che avete in mano cominciate a scollare la pelle delle chiappe da quella del divano e andate di corsa al circolo che stasera si comincia con una serata tutta tropicale con i pioneri brasiliani di questo genere gli Os Mutantes!
http://www.circoloartisti.it/sito/

lunedì 5 luglio 2010

The XX

Una X bianca che si staglia su uno sfondo nero.
Quel viaggio in metro con i soldi contati per portarsi a casa un regalo con l'adesivo Young Turks appiccicato sopra.
Un fenomeno di massa che ci ha illusi e poi traditi, ipnotizzati e fatti svegliare nel momento peggiore, che adesso è pronto a prendere forma nella cornice dell' Auditorium.
3 sono i membri degli XX, 11 le tracce dell'album omonimo: cosa aspettarsi?

mercoledì 23 giugno 2010

17|06|10 FishNChips Live Experience w. Good Shoes/We Have Band/Holidays

Arriva il caldo e con lui l'irrefrenabile voglia di uscire di casa per poter combattere l'afa a suon di drink gelati e serate estive all' insegna del sano sport. A darci la possibilità di spezzare la monotonia ci pensa la FSNCPS Live Experience evento che negli ultimi anni è riuscito a portare nella capitale alcuni artisti interessanti; la sera del 17 Giugno non fa eccezione presentandoci una scaletta di tutto rispetto pensata ad hoc per staccare il sedere dal divano ed oltrepassare la porta di casa.

Sono più o meno le 22:30 quando iniziano a suonare gli Holidays, band di cui abbiamo spesso parlato e che non tradisce quanto di buono era stato messo in giro. Il quintetto targato KIY Records suona per circa 30 minuti riuscendo a coinvolgere un pubblico ancora freddo e in fase di assestamento, il merito va sicuramente ai ritmi travolgenti e in continua crescita qualitativa che potrebbero portare la band romana sotto la definizione Next Big Thing tanto cara ai colleghi d'oltremanica.

Da una promessa futura ad una forse mantenuta: salgono sul palco i We Have Band, terzetto dai suoni evocativi e dal gusto retrò che propone tutti i suoi pezzi estratti dal loro debut album WHB. Il momento che aspettavo di più però arriva dopo la mezzanotte, ed è precisamente quando i Good Shoes attaccano con The Way My Heart Beats (primo singolo estratto da No Hope, No Future). Rhys Jones e soci alternano pezzi lenti, caratteristici del secondo album a loro dire più riflessivo, con schitarrate scatenate e scatenanti che aizzano la folla contro la transenna. Manca il bis ma soprattutto mancano alcuni must del primo LP, Small Town Girl mi è rimasta di traverso per tutto il giorno seguente ma Rhys si è saputo far perdonare rispondendo a qualche domanda che pubblicheremo nei prossim giorni. Intanto sorbitevi questo ritratto della stanchezza.

giovedì 3 giugno 2010

Interview: Danaè e il loro "Netbook Project"



Infondo non è affatto vero che in Italia accadono sempre le stesse cosè, ogni tanto qualcosa di nuovo nel sottosuolo esplode lasciando a noi, poveri abitanti dell' ordinaria superfice, piccole schegge di follia che si muovono, esplorano e si propagano talvolta contagiandoci.
E se ultimamente vi fosse capitato di esser stati aggiunti su Facebook da una certa "Danaè Net_book" l'avrete sicuramente constatato anche voi stessi.

I Danaè nascono come Band, sono frutto dell' incesto tra casualità e sperimentazione, la cantante Erique afferma di essere amata da Kate Moss e noi non possiamo far altro che crederle, tanta è la follia e lo stile di lei, della sua band e del progetto di comunicazione più geniale e strampalato del 2010 che hanno messo sù tutti quanti insieme.
Tastiera alla mano, Facebook sullo schermo ed ecco che un gruppo di ragazzi adorabilmente invadente si abbandona al fato entrando d' improvviso nelle bacheche di mezza Italia solo per raccorgliene le reazioni in un libro da presentare al MI AMI 2010 a Milano.
Tempo, curiosità e pura passione per ogni tipo di stimolo artistico e per la voglia e la libertà di espressione, ecco di cosa abbondano i Danaè ed ecco di cosa scarseggia gran parte dell' Italia.

Perciò non vi rimane che addentrarvi nel progetto attraverso questa piccola intervista e presentarvi belli svegli al MI AMI venerdì 4 e domenica 6 andando dritti dritti al banchetto dei Danaè, Talking Stuff assicura che non ve ne pentirete.


Ts - Ciao Ragazzi allora, Parlateci più dettagliatamente del progetto. Come è nata l'idea?

D - Questa idea è nata per caso, a dire il vero.
Abbiamo creato una pagina in facebook chiamata “Danaè Net_book” con l’intento di utilizzarla come “blocco per appunti virtuale” sul quale aggiungere nuovi contatti utili alla band o persone con le quali, a prima vista, potevamo sentire affinità.
Man mano che le richieste di amicizia venivano accettate Erique (la nostra cantante) passava sulle varie bacheche a lasciare delle tracce scritte come ringraziamento. Si trattava di frasi prese a caso da alcune nostre nuove canzoni. In particolare le frasi utilizzate sono state 3.
E’ stato sorprendente vedere che molte, moltissime persone hanno iniziato a commentare le nostre parole lanciate come frecce nell’aria senza la ricerca di alcun bersaglio. Sono stati i lettori a prenderle al volo e a rilanciarle.
Le risposte erano di tutti i generi: spiazzanti, originali, dubbiose, scocciate, gentili e, a volte, veri e propri sussurri poetici.
Sono state reazioni, intuizioni inconsapevoli che hanno spinto a dire qualcosa.
A condividere.
Partecipare.
Farsi sentire.
Diversi modi di prendere un messaggio. Diversi caratteri, stili e vite.
Questo gioco fatto di semplici parole si stava trasformando da solo in un vero e proprio esperimento sociale.
Le reazioni sono state cosi’ interessanti da spingerci a raccoglierle all’interno di un libro.

Ts - Complessivamente quindi da cosa sarà composto il libro?

D - Il libro conterra’ le frasi di risposta degli utenti di face book e qualcosa che possa parlare di loro e del loro modo di essere. Abbiamo deciso di dare dello spazio ad ognuno dove poter inserire piccoli racconti, poesie, disegni e fotografie.
Il materiale che ci sta arrivando è bellissimo. In giro c’e’ tanta gente che ha voglia di esprimersi e siamo lieti di contribuire alla diffusione di questa creativita’ con il nostro libro-esperimento.

Ts - La cosa più particolare che vi è accaduta durante l'esperimento di comunicazione?

D - Per esempio ci è capitato di esser stati coinvolti nell’intimita’ di vite private.
La frase “la tua bocca fa male. Lei mi uccidera’” scritta sulla bacheca di un ragazzo ha scatenato l’ira e la gelosia della sua fidanzata la quale ci ha contattati in privato riempiendoci di domande.
Il nostro messaggio ha provocato in lei il sentimento della RABBIA.
“Chi sei?”
“Voglio sapere se è stata la ragazza del gruppo a scrivere quella frase”
“Cosa mi sta nascondendo?”
E’ stato complicato spiegarle il motivo di quelle parole scritte al suo fidanzato. Questa è stata forse la reazione piu’ istintiva e violenta dell’esperimento. Da un inizio carico di gelosia si è passati ad una fase di “confidenza” nella quale lei, dopo avere compreso il senso del nostro gesto, si è aperta raccontandoci la sua paura di essere tradita.

Ts - Quali sono le vostre aspettative verso il pubblico?

D - A dire il vero, non ci siamo fatti grosse aspettative. La cosa non è nata per qualche ragione in particolare. Come ti dicevamo prima è nata per caso, complici i frequentatori di Facebook.
Naturalmente speriamo che il progetto possa piacere, incuriosire e stimolare cosi’ come sta succedendo a noi e a chi ha dato la propria disponibilita’ a pubblicare il proprio materiale all’interno del libro.

Ts - Perchè avete scelto proprio il MIAMI per presentare i frutti del vostro esperimento?

D - Scusateci se rispondiamo anche a questa domanda dicendo che anche in questo ci siamo affidati al caso.
Ma è davvero cosi’.
Avevamo intenzione di partecipare al MIAMI di quest’anno come “espositori” presentandoci con una bancarella, un gazebo, piccoli strumenti ed un amico video-artista per fare dei semplici esperimenti sonori e visivi senza alcuna pretesa. Ci piaceva l’idea che i passanti potessero fermarsi e, se incuriositi, assistere (in cuffia) a improvvisazioni come se fossero all’interno di una casa o di una piccola sala prove.
Un luogo dove incontrarsi insomma, un po’ come succede nel salotto facebookiano.
Da li’ l’idea di proporre il libro (un’anteprima in versione pdf dati i tempi ristretti) in quell’occasione è venuta in modo naturale.

Ts - Voi siete anche una band, raccontateci dei Danaè band e di cosa porterete musicalmente parlando al MIAMI

D - I Danaè fanno musica. Cos’altro dire… Abbiamo all’attivo un album autoprodotto e stiamo lavorando su nuovo materiale. Siamo affamati di nuovi stimoli e l’esperimento su social network fa parte di questa continua ricerca.
Stiamo affrontando una fase molto particolare dopo la recente uscita dal gruppo del nostro batterista che, se inizialmente puo’ avere un po’ destabilizzato la band, ora ha portato il progetto ad essere ancora piu’ curioso e stimolato nella ricerca di nuove sonorita’ attraverso l’ausilio di strumenti elettronici. Tutto questo ci ha aiutati a vivere la musica senza la paura di osare. Per questo parteciperemo al MIAMI. Faremo musica o rumore, senza prove…solo improvvisazione. Che venga bene o male poco importa.
Per noi l’importante è esternare la particolarita’ del momento che stiamo vivendo.



Con voi inauguriamo una domanda fissa che d' ora in poi faremo alla fine di ogni intervista.

Talking question: Se poteste far parlare qualcosa di inanimato a cosa dareste voce?

D - Noi daremmo voce agli specchi.
Se potessero parlare delle facce/espressioni che sono costretti a vedere, il mondo sarebbe meno triste!

www.myspace.com/danaesound
www.facebook.com/danae.netbook

domenica 9 maggio 2010

Ending: Keep It Yours Records Launch Party


Basterebbe questa singola immagine per riassumere la serata di ieri, la nascita della KIYRecords è stata un successo enorme. Più di 1500 persone hanno partecipato a questo parto musicale che ha dato filo da torcere a tutti gli addetti ai lavori.
Se il clima a inizio serata era poco caldo ci hanno pensato i 3 gruppi che si sono alternati sul palco a riscaldarlo: Confield, Holidays e Too Young To Love. Bravissimi tutti e 3, con i viterbesi che però occupano sempre il primo posto nella nostra classifica, e la band di Torino che ha dimostrato nuovamente di meritare tutto il successo che sta avendo. Il nome di punta della serata, Alex Kapranos, si è fatto desiderare a lungo ma è riuscito a non deludere le aspettative dei suoi fan proponendo un djset lucido e senza fronzoli, forse l'avremmo voluto un po' più scatenato sul palco.

In realtà la festa non sarebbe finita; la banda di KIY si sposterà a Milano per dare occasione anche ai cittadini lombardi di festeggiare, stavolta con Baby Monster e Too Young To Love.
Se qualcuno passerà di li, saprà dove andare.

lunedì 3 maggio 2010

Welcome to: KIY Records Launch Party

Ci sono cose che fanno male al mondo della musica -Sanremo,Amici e X-Factor-, ci sono cose invece che la aiutano a crescere.
Non è un caso se la nascita della Keep It Yours Records si collochi esattamente nella seconda categoria, se si parla di impegno non c'è modo di attaccare quella che in soli due anni si è affermata come una delle realtà più interessanti e autentiche del panorama romano. Interessanti perchè in pochi anni è riuscita a portare nella capitale sia gente come Carl Barat, un nome una garanzia, sia nomi di stampo minore ma di enorme talento, così da aiutare una scena musicale viziata da gruppi di dubbia morale che stonano un po' con quella che è l'intenzione primaria; e si parlava anche di autenticità caratteristica che fa la differenza dato che spesso si tende a voler spingere su un qualcosa di immediatamente modaiolo. I discorsi si riallacciano; nomi nuovi e artisti di livello poco conosciuti nel nostro paese, ecco i principali ingredienti della KIY Records che sabato 8 Maggio celebrerà la propria nascita chiamando a rapporto la sua truppa e gettando sul palco i suoi eserciti personali: Holydays, Too Young To Love e Confield.A darci consigli di stile ci saranno gli americani The Depreciation Guild che precederanno sul palco l'ospite d'onore della serata che, quasi a mo' di benedizione umana, si esibirà in un DJSet degno del suo nome. Chi? Sir Alex Kapranos
Noi nel corso di questa settimana vi daremo qualche dritta sui gruppi, intervistandoli e facendoveli conoscere, e faremo qualche domanda a chi ha avuto l'idea di tirare su questa storia.

lunedì 19 aprile 2010

Vita Mondana del fine settimana.

Come vivere la settimana romana con una lista di serate selezionate.
Partiamo subito con domani quando la crew di FCVG si ritroverà alla Tea Room per rendere onore al proprio acronimo; ad allietare la serata ci saranno Sofa King e Ruzz and Starz.
TEA ROOM || F.C.V.G. crew dj set || + Mijn Schatje
Giovedì 22 saranno in scena al Circolo degli Artisti due gruppi pupillo della Domino Recocords: Archie Bronson Outfit e To Rococo Rot.Archie Bronson Outfit e To Rococo Rot
Con forza stoica preparatevi poi ad un weekend fisicamente distruttivo che inizierà venerdì 23 con la serata No Future al GOA, ospiti d'onore i Crookers.
No Future Party w. Crookers
Il giorno dopo tocca ai veterani Turin Brakes che saranno al Circolo degli Artisti per un tuffo nel passato e un assaggio del futuro.
Turin Brakekes @ Circolo degli Artisti/
La domenica ci si riposa invece. La scelta ricade sulla sempre pelosa posse e sul Micca Market.
Barba Posse - Micca Market

Ci risentiamo la prossima settimana per un nuovo piano aziendale.

martedì 13 aprile 2010

M.I.T. Il Resoconto



Che sia per il "TVB" sulla maglietta kitsch del cantante dei Very Best, per Soap&Skin che prende a cazzotti il piano, o per la pressante fila intrapresa per una briciola di pane a 4 euro non sarà affatto facile scordarci del M.I.T. 2010; l'evento che ha trasformato l'auditorium in qualcosa di mai visto (quantomeno a Roma). Un insieme di sonorità nelle quali non importava dove ci si trovasse o in qualunque punto dell' enorme complesso si fosse dato che era impossibile non rimanere intrappolati nella musica (cesso compreso!). Camminando per le foyer si poteva passare da Daedelus, che nonostante l'abbigliamento serioso ha spaccato i culi agli ermellini, ai
Junior Boys che hanno tradito un pò le aspettative, e poi Plaid, Dorian Concept, Tim Exile che balla, Dam Funk che gioca con i vinili. Inciampando tra una bottiglia d'acqua e l'altra ci si ritrova nel bel mezzo di un live dei Wild Beasts, potenti e puliti così da non tradire il loro nome, per poi sedersi e rilassarsi un pò a suon di piano con Alessandra Celletti e due secondi dopo agitarsi con le grida di Soap&Skin.
 Ad assistere a tutto questo è accorso un pubblico vastissimo che variava da famiglie con bambini a coppie di punkabbestia con i pantaloni evidenziatore; un mix festival a tutti gli effetti che speriamo solo possa ripetersi anche l'anno prossimo con la stessa qualità e magari un pò di pioggia in meno.

sabato 10 aprile 2010

Introducing: Soap&Skin


Ognuno di noi nasconde dentro sè una parte più oscura e tenebrosa, ma c'è una ragazza nata in Austria che ha sempre avuto difficolta a nascondere queste emozioni ed infatti ora ha imparato a metterle in mostra senza fare complimenti, con la timida sfacciataggine che hanno solo certe teenagers cresciute troppo in fretta, questa ragazza si chiama Anja Plaschg, il nome del suo progetto è Soap&Skin e nonostante la sua giovane età è capace di far venire i brividi anche con un grido e qualche parola sussurrata all'interno della strofa.
Nel 2009 pubblica il suo primo album "Lovetune for Vacuum" frutto del tormento e dell'angoscia dell'artista riccorrenti nel pianoforte, nelle parole tristi sussurrate e soffiate con un filo di voce quasi fossero le ultime e nelle atmosfere fredde di morte che Anja sottolinea abbinando al suo sound un' attenta ricerca all 'immagine, crepuscolare, con segni di tumefazione sul viso e capelli corvini sempre più spettinati.
Lei è Mr. Hyde che si appropria lentamente e dolorosamente del Dr.jekyll,lei è il male che si fa spazio tra i pensieri più allegri, le turbe infantili che diventano dolce instabilità da adulti, lei è tutto questo e molto altro e voi la sentirete with "ensemble" nella Sala Santa Cecilia l'11 Aprile al M.I.T. per il tributo a Nico.

http://www.myspace.com/soapandskin

venerdì 9 aprile 2010

Introducing: Mercury Rev


Sono un coetaneo dei Mercury Rev, è impressionante.
La loro storia parte in quel di Buffalo, USA, grazie all'incontro tra David Baker,Sean "Grasshopper" Mackiowiak, Suzanne Thorpe e Jimmy Chambers; oltre a loro facevano parte del gruppo anche due ex membri dei Flaming Lips, Jonathan Donahue e Dave Friedmann, che grazie al loro bagaglio culturale contribuirono in maniera piuttosto evidente all'incisività delle sonorità della band, tanto che in un primo momento questa verrà proprio accostata ai Flaming. Nel corso del tempo però la formazione cambierà considerevolmente vedendo l'alternarsi di diversi personaggi che contribuiranno alla notevole molteplicità di suoni e influenze, segno caratteristico del gruppo. Come in una squadra di calcio quando il capitano lascia il campo porge la fascia al suo vice, così Baker, lasciando la band nel 1994 per dedicarsi alla carriera solista, diede il timone di comando a Donahue incidendo notevolmente sui meccanismi del gruppo. Se i primi due album pur ricevendo pareri positivi avevano tenuto la band lontana dai riflettori, "See you on the other side", ma soprattutto "Desert's Songs" trasfomarono il gruppo di Buffalo in delle vere pop stars. Da quel momento la strada era spianata in tutto il mondo, e le melodie Dream Pop tipiche dei Mercury Rev hanno proseguito trionfanti la loro cavalcata fino all' Auditorium Parco della Musica, dove si esibiranno per voi al M.I.T. Festival.

www.myspace.com/mercuryrevmusic

giovedì 8 aprile 2010

Introducing: Cocorosie


C'è un pò di magia in qualsiasi cosa scaturisca da una forte emozione, ce lo confermano le Cocorosie, due sorelle nate negli USA, ma in posti differenti, che vivono un infanzia complicata fatta di spostamenti continui da uno stato all'altro del paese e rapporti burrascosi tra i genitori che in seguito sfociano in divorzio e che pochi anni dopo si ripercuotono su Sierra Casady (la minore) che viene mandata in colleggio dal padre, Sierra e Bianca, quindi, prendono strade diverse una si trasferisce in un'appartamento a Montmartre per studiare al conservatorio di Parigi l'altra invece si ritrova a Brooklyn concentrata sulle arti visive, ma il destino vuole che le due si ritrovino, e lo fanno, nell'appartamento parigino di Sierra anzi più precisamente nella vasca del suo bagno (il posto della casa con la migliore risonanza) e li riesplode tutto quello che per 10 anni di lontananza si erano tenute dentro, però non riesplode in lacrime o abbracci ma in musica, in un CD (La Maison de Mon Rêve) rigorosamente lo-fi, fatto di sentimento, ricordi primordiali, e strumenti-gioccattolo raccolti in giro per il quartiere, che gli permette di firmare un contratto con la Touch and Go Records.
Ma la magia è magia, ed è quasi sempre irripetibile, infatti l'album successivo Noah's Ark uscito a pochissima distanza dal primo diventa bersaglio facile per la critica che lo considera un prodotto della loro ingordigia, mentre in seguito si rivela semplicemente un sequel del primo sicuramente ben fatto ma con le emozioni meno ardenti rispetto alla Maison.
Cosi decidono di prendersi una bella pausa prima di publicare un'altro disco ed intanto collaborano con alcuni dei più importanti artisti della scena indie tra cui Bright Eyes, TV on The Radio,Devendra Benhart, Blonde Redhead, Battles e Mon Rev.
Nel 2007 fanno uscire The Adventures Of Ghosthorse And Stillborn un disco con il quale decidono di prendere le distanze dalle sonorità iniziali abbandonando il lo-fi ma rimanendo comunque aggrappate a quei rumori strambi che le contraddistinguono.
Le Sorelline mezze Cherokee sbarcheranno all'Auditorium nella sala Santa Cecilia l'11 Aprile per il tributo a Nico al M.I.T.

http://www.myspace.com/cocorosie

Introducing: Wild Beasts


C'è un modo di dire, l'abito non fa il monaco, che trovo assolutamente perfetto per descrivere i Wild Beasts. La storia è sempre quella, ci si conosce a scuola e si forma un gruppo, magari all'inizio con nome ed intenti diversi, un medio via vai di membri e un EP; eccoci qui. Hayden Thorpe e Ben Little si incontrano alla Queen Katherine School, formano un duo chiamato "Fauve"(Wild Beasts in francese) e cominciano a scrivere pezzi originali. Nel giro di qualche anno si uniranno a loro Tom Fleming e Chris Talbot, con una formazione a quattro si decide di cambiare nome, scegliendo appunto Wild Beasts.
Due EP, una live session alla BBC Radio e finalmente un contratto discografico degno di nota con la Domino, il giusto riconoscimento per una band che all' epoca venne inserita da NME nella lista dei 10 gruppi "tipped for the top", che puntavano alla vetta insomma, e con un pezzo come "Please, Sir", b-side di un singolo pubblicato dalla loro vecchia etichetta, la strada è una discesa ripidissima. Le conferme del loro talento, se mai ce ne fosse stato bisogno, arrivano con il debut album "Limbo, Panto" che riceve così tante stelline in giro per la carta stampata che nemmeno un caduto militare; Guardian, Times, Pitchfork, BBC e NME, sono tutti incantati da quei 41 minuti di dolce fluttuare a metà tra il vaudeville e il cabaret, influenze particolari per una band che aveva cominciato come un duo. Riconfermarsi, l'anno successivo, è semplicissimo; "Two Dancers" viene immediatamente acclamato ricevendo titoli come " one of 2009's indisputable masterpieces" o "it's an album to champion 'til all siperlatives are spent". Mi sembra che il quadro sia completo e che le garanzie per un grande spettacolo ci siano tutte; l'abito non fa il monaco perchè come può una band che ha come lead singer un tenore lirico chiamarsi le "bestie selvagge"?
I Wild Beasts saranno domati e pronti ad esibrisi domenica sera nel Teatro Studio insieme ai Very Best.

www.myspace.com/wildbeasts

Meeting the M.I.T.

Tralasciando il titolo di cui vado particolarmente fiero, abbiamo fatto due chiacchiere con chi ha organizzato il banchetto musicale di domenica per capire il come, il quando e il perché di tutto.

TS-Allora innanzitutto comincerei chiedendoti chi si nascondo dietro la Snob e com'è nata.

SP-La Snob Production produce eventi culturali a Roma e in Italia da ormai 6-7 anni. è nata dallo sventurato (Marcello Giannangeli) incontro tra me, Marcello Giannangeli, e Raffaele Costantino; non ricordo neppure bene come e perchè abbiamo cominciato. Come primo passo abbiamo ideato e curato la rassegna Kick it! al Circolo degli Artisti di Roma; poi da li una lunga serie di rassegne ed eventi, alcuni dal taglio più istituzionale mentre altri sotto il livello del suolo; mescolare i due ambiti è anzi stata una delle cose che ci divertono ed interessano di più. Spesso infatti ci ritroviamo a intercettare dei segni creativi, linguaggi e tendenze striscianti, e a veicolarli in progetti articolati, nati in seno a realtà istituzionali. Così è accaduto ad esempio per Casa del Jazz, Palazzo delle Esposizioni, vari istituti di cultura, Romaeuropa e tante altre realtà.
Altre volte invece semplicemente ci divertiamo a dare vita a progetti in club, one night, live, mostre e così via... oltre che un lavoro è pur sempre una passione pura e forte.

TS- La stessa passione che deve aver dato il via al MIT immagino, com'è nato questo progetto?

SP-MIT nasce 3 anni fa come rassegna di musica elettronica in Auditorium. Ha ospitato luna unga serie di artisti, da Whomadewho a Buraka Som Sistema, Mogway, Karl Bartos, Mouse On Mars, Benga e Skream... va beh son troppi.

TS-Ma c'è qualcosa di molto più massiccio ed importante dietro vero?

SP-Si, oltre ad ospitare nomi davvero interessanti della scena internazionale, quello che abbiamo fatto è stato soprattutto stravolgere le modalità di fruizione degli spettacoli tipiche di Auditorium. Per farla breve abbiamo costruito un club in Sala Studio. è stat una bella novità che ha avuto successo e che ha consentito alla Fondazione Musica per Roma di intercettare un pubblico diverso dal solito.

TS- Quindi ricapitoliamo: grandi nomi internazionali e voglia di rinnovare. Cosa ci dobbiamo aspettare dalla giornata di domenica?

SP-Oltre a proporre una lunga serie di artisti, John Cale Mark Lanegan, CocoRosie, Lisa Gerrard dei Dead Can Dance, Wild Beasts, Soap&Skin, Plaid, Tim Exile, The Very Best, Murcof, Metro Area etc etc,proveremo a rappresentare al pubblico dell' Auditorium come una piccola rivoluzione. Con un solo biglietto ci si potrà infatti muovere liberamente tra ben 8 stage, sale, foyer, dancefloor, bar, istallazioni audiovisive e così via, dal pomeriggio a notte fonda. Questo rappresenta secondo me, al di là dei contenuti, un fatto completamente nuovo non solo per l'Auditorium ma anche per Roma.

TS-Grazie mille per il tempo concessoci.

SP-Grazie a te, alla prossima

mercoledì 7 aprile 2010

Introducing: Junior Boys


Se c'è la forza di volontà, la voglia di fare musica insieme, la presunzione di voler riaffrontare ancora, ma in maniera differente, i triti e ritriti '80, l'appoggio del pubblico (ed ultimamente anche quello della critica), ma sopratutto se si è sotto contratto con la Domino, le distanze non contano, ne sanno qualcosa i Junior Boys, due simpatici canadesi (Jeremy Greenspan e Matthew Didemus) che suonano insieme da quando avevano 13 anni e nonostante gli spostamenti continui Londra-Berlino-Hamilton ecc.ecc. riescono a produrre album di buon livello suonando tastierine tra un aereo e l'altro o usufruendo costantemente del web per influenzarsi a vicenda.
Una bella amicizia quella tra i due che sembrano avanzare di livello ad ogni nuovo album, iniziato tutto per gioco e con Johnny Dark al posto di Matthew Didemus, il magico duo,si ritrova ora con tre album e una marea di collaborazioni, Four Tet, Hot Chip, Metro Area, Caribou e altri ancora.
Il primo disco Last Exit è un insieme di sonorità new-wave e post-punk che Greenspan aveva raccolto nella sua esperienza in Inghilterra e riadattato seguendo la sua concezione di malinconia per gli anni d'oro dei sintetizzatori,che fortunatamente si è rivelata originale e interessante, poi ci prendono gusto e nel 2006 danno vita ad un'altro disco So This is Goodbye e se il primo era bello ma poco comunicativo nel secondo i junior fanno brillare anche la loro anima,rimanendo, pur sempre, all'interno dei loro amati labirinti elettronici.
E dopo un periodo di tour dove prendono finalmente confidenza col palco, sputano fuori sto Begone Dull Care omaggio ad un'altro celebre canadese Norman McLaren che in comune con i due non ha solo la nazionalità ma soprattutto la  sperimentazione della quale i Junior Boys sono dipendenti e che riesce a farci riflettere ogni volta sulla misticità del loro suono, che sembra cosi vecchio e malinconico ma che ritroviamo ogni volta cosi rivolto verso il futuro...questi stanno avanti e voi avrete l'opportunità di sentire un pò quali sono le loro maggiori influenze nel DJset che faranno l'11 Aprile al M.I.T. -Foyer Sinopoli.

http://www.myspace.com/juniorboys