Siamo quasi giunti a maggio, il caldo incombe sulle nostre teste e lascia spiacevoli aloni sotto le nostre t-shirts, come rendere meno faticoso il processo di transizione tra le piogge torrenziali della precedente stagione e il caldo africano di quella che verrà? Acqua, frutta e The Young Friends. Questi 4 giovani di Phoenix l'estate ce l'hanno nel sangue come testimonia la loro genesi risalente ad un road-trip intrapreso da Andrew McKnee e Brant Stunts verso le spiagge di San Diego; un viaggio ispiratore che ha dato il via a tutto. I suoni di Hella riecheggiano come su una spiaggia deserta, quel bagno al tramonto e quella corsa sul bagnoasciuga che riempie le giornate passate al mare; poi si prende la macchina e si fischietta un motivetto tanto stupido quanto catchy e immediato. Sembrano i fratelli minori dei The Drums, e infatti sono proprio loro a patrocinarli e con loro condividono anche un etichetta discografica, la Holiday Records. Sempre di vacanze si parla insomma, volenti o nolenti ci siamo dentro, ringraziamo Hella che nella sua semplicità è riuscito a convincere anche un amante della montagna come me.
E solo per i più curiosi l'intero album in streaming per gentile concessione della band. Godetevelo! http://www.moodgadget.com/theyoungfriends/
Good girls gone bad, come parlare di Kate Nash partendo da Rihanna. Chi ricorda il video di Pumpkin Soup? Alzate le mani. Perfetto, dimenticatelo. Se la Kate Nash dell'esordio era una ragazza tranquilla e buona che canticchiava melodie a ritmo di piano e voce quella di My Best Friend is You è aggressiva e decisa a farci capire cosa vuole. Partiamo dall' inizio però e diciamo che questo album non è una svolta totale, non aspettatevi un cambio radicale con l'abbandono delle melodie giocose di Made of Brick in favore di influenze coniugali da parte del compagno Ryan Jarman, quello dei Cribs si, che qui presta il proprio produttore Bernard Butler e quale idea sui giri della chitarra. Kate fa le cose per bene, lei tiene molto a noi e ci accoglie a braccia aperte con un opening track come Paris, punto d'incontro tra le due filosofie musicali della donzella londinese; il vecchio si presenta poi in Do Wah Do, pezzo che è già nel mio cuore, e viaggia verso nuove sonorità definite dalla cantante molto vicine alla Motown e alle sue stars come Diana Ross e le Supremes. Sarò un nostalgico ma questo album mi ha fatto un po' rimpiangere le atmosfere di vecchia data; non ci vuole però molto a promuovere questo LP come un sensibile passo in avanti, la voglia di far vedere come si cresce e come si si sbarazza dell'appellativo di bambina.
Michael Caine vs Hoodies Generation. Chiarirò subito il dubbio per chi non conosce il significato della parola hoodies, capo d'abbigliamento, le felpe con il cappuccio, usate in questo film come simbolo dei cattivi ragazzi della periferia inglese. Ora invece passiamo all'interrogativo che si pone il film, Harry Brown appunto. Può un pensionato diventare un vigilante notturno con manie omicide vicine a quelle di Saw? Sembrerebbe di si, Harry Brown c'è riuscito, sarà quel senso di incompiutezza che deve averlo colto dopo la morte del suo migliore amico Leonard, ucciso a calci e pugni da un gruppetto di teppisti locali. Una sete di vendetta che lo spingerà fino alle radici della gang colpevole dell'omicidio del suo amico, portandolo a rischiare la sua stessa vita, anche a causa di enfisema. Non nascondo che la trama di questo film di produzione inglese sia scontata e intuibile dopo una manciata di minuti, ciò che invece merita un applauso è sicuramente l'interpretazione di Michael Caine che riesce a fare suo un ruolo basato sulla fisicità trasformandolo in un personaggio emotivo, palese come Gary Young si affidi in gran parte a lui optando per lunghi primi piani sulle espressioni di un Harry Brown distrutto. Solito plauso alla regia e alla fotografica, impeccabili come ogni film d'oltremanica e con intuizioni senza dubbio degne di nota. Difficilmente questo film arriverà in Italia, magari in home-video, merita sicuramente una visione, soprattutto alla luce della crisi del cinema d'azione moderno. P.S. Per i fan di Skins c'è una piccola curiosità: uno dei teppisti barbaramente uccisi dal nostro amico Harry è interpretato da Jack O'Conell, il Cook della seconda generazione.
Nella lista delle band che nello scorso anno sono riuscite a lasciare un segno c'è sicuramente, magari sottolineato e cerchiato con dei cuoricini, il nome Neon Indian. La band capitanata dall' instancabile Alan Palomo è riuscita a smuovere perfino il gigante patriarca della musica chiamato Pitchfork, destando la sua attenzione e guadagnandosi oltre che un altisonante 8.6 anche l'inserimento di alcuni brani estratti da Psychic Chasms nella loro classifica personale. Poco prima della partenza per alcune date pre-estive siamo riusciti a raggiungere tramite mail il batterista Jason Faries, disponibilissimo a rispondere ad alcune curiosità da fan.
TS-Ciao Jason. La prima volta che ho sentito un vostro pezzo ho subito pensato a uno di quei videogame degli anni '80, dove le colonne sonore erano fatte di canzoncine monofoniche. Mi sbaglio?
JF-No anzi, si può dire che è una delle nostre influenze. Io ed Alan spesso passiamo il tempo seduti nel nostro tour van giocando un po' a titoli come Megaman o Contra.
TS-Com'è nata l'amicizia con Alan e il successivo progetto Neon Indian?
JF-Incontrai Alan grazie ad una ragazza, lui stava cercando un posto in cui trasferirsi e destino volle che avevo una stanza libera, così si trasferì da me. Il resto è storia. Alan cominciò poi a scrivere pezzi per i Neon Indian e in un secondo momento volle suonare dal vivo insieme a una band. Così imparammo i pezzi e partimmo. Da quel momento fu un tour non-stop.
TS- Come avete registrato l'album?
JF-Fu Alan a registrare tutto quanto nel suo studio-appartamento. Il mio unico apporto fu quello di andare li e dire come la pensavo, fu un "Cazzo si! E' grandioso amico!". Durante il periodo in cui lavorava mi mandava alcuni pezzi delle canzoni. Vedere l'intero processo di registrazione è stato veramente eccitante!
TS-Ti saresti mai aspettato un successo del genere? Un 8.6 da Pitchfork non è una cosa che succede tutti i giorni, tendono a risparmiare un po'..
JF- Onestamente quando Alan mi mandò la versione completa di Psychic Chasms fui trasportato dai suoni che aveva creato. Non avevo mai pensato a quanto tutto ciò sarebbe diventato grande ed è tuttora una gran bella sorpresa. Ancora adesso siamo sempre molto umili riguardo a quello che ci è successo. L'intera band rimase molto molto sorpresa quando lesse quella recensione! Penso che siamo molte le band ad incrociare le dita per avere il loro album recensito da Pitchfork, soprattutto perchè devono avere un gran seguito di lettori.
TS-Ultima domanda: attualmente stai lavorando a qualcosa di nuovo?
JF- Certo! Tra i Neon Indian e il nostro altro progetto VEGA siamo sempre al lavoro su qualcosa.
Ringraziamo Jason per la disponibilità, e nel frattempo ci sentiamo un nuovo pezzo dei Neon Indian, Sleep Paralysist.
Dave Lizewski ha realizzato il mio sogno. Si lo ammetto, ho sempre desiderato essere un supereroe. Insomma chi non ha mai fantasticato sul volteggiare tra i grattacieli di NY o lo svolazzare per i cieli di Gotham City? Sarebbe bello, e dico sarebbe perchè mi sembra ovvio che nessuno sopravviverebbe al morso di un ragno radioattivo o ad una giornata da vigilante vestito da pipistrello; sicuri? Dave è uno loser come tanti, insieme ai suoi amici passa le giornate al negozio di fumetti leggendo le ultime imprese di Spider-Man e sognando momenti impossibili con le ragazze più carine della scuola. E se decidesse di diventare un super-eroe mascherato? La tradizione impone un motivo valido però, Peter Parker perse lo zio per mano di un rapinatore e Bruce Wayne vide i suoi genitori morire durante una rapina; la mamma di Dave invece se n'è andata per colpa di un aneurisma, nessuna vendetta da riscuotere insomma. Quindi vediamo: un ragazzo normalissimo, nessuna sete di giustizia e soprattutto nessun potere. Direi che ci siamo, è il momento di comprare la nostra calzamaglia su eBay, naturalmente verde e attillata, non a caso Green Condom è stato il primo nome affibiatogli da uno dei tanti teppistelli che girano per New York, lo stesso che l'ha ridotto in fin di vita dopo esser stato sfidato dal nostro giustiziere. Ahime non è così facile portare l'ordine per le strade in una metropoli infestata da criminali e gestita dal potentissimo boss Frank D'Amico, padre di un figlio ricco ma privo d'affetto che è disposto a tutto pur di emulare le imprese paterne una tra tante quella di far fuori i vigilantes che mietono vittime e caduti tra le file dell' organizzazione. Kick-Ass, Hit Girl e Big Daddy i 3 riflessi della cultura pop che a partire dagli anni '90 ha fatto sognare milioni di adolescenti: combattere il crimine, avere la gloria e le donne. Purtroppo però questa non è la carta stampata ma solo la dura realtà. Come potete ben immaginare però è proprio questo il punto forte della pellicola tratta dalla serie omonima scritta da Mark Millar (Wanted) e disegnata da John Romita Jr. (probabilmente il migliore disegnatore Marvel dai tempi del padre e Dikto); in cabina di regia c'è l' indie violento Matthew Vaughn, regista famoso per la sua indole poco amichevole verso le major e che per realizzare questo Kick-Ass ha fatto tutto da se. Il sogno diventa realtà quindi, e lo fa con accenni alla vita di ogni adolescente moderno a partire dal solito problema di cuore alla moda di MySpace, il nostro eroe se ne crea uno per comunicare con i suoi fan. La violenza è decisamente esplicita, vedere una ragazzina di 11 anni ridurre quasi ad un moncherino un povero malcapitato reo di aver provato a spararle è decisamente pesante, il visto VM lo testimonia in pieno questo però non impedisce al film di diventare uno dei migliori prodotti, non solo della scena supereroistica, ma anche dell' anno. Nerdgasm.
Talking Stuff vi porta a fare colazione in giro per il mondo.
Chi è che non ha mai sognato di svegliarsi una mattina in un'appartamento di Parigi che si affaccia sulla torre Eiffel e di fare colazione con un tipico croissant? o di vivere nel centro di Londra e scendere giu in Victoria Street per bere qualcosa da Starbucks? ecco noi abbiamo deciso di scherzarci un pò sù (esasperando il tutto come nostro solito) e di proporvi
le prime due t-shirt di una serie che
racchiuderà nel cibo da colazione l'atmosfera delle città più belle.
Immaginate una festa devastante, di quelle che ti guardi intorno e tutto quello che vedi non è altro che gente scafata e ubriaca che si ammassa sui divani, sul pavimento o sulla lavatrice in una casa che magari non avete neanche mai visto, di quelle feste che torni a casa il giorno dopo se tutto va bene. Ora invece immaginatene una dove ci sono persone fighissime, super patinate, ragazze con stracci lucidissimi e la pelle cadaverica e ragazzi con i pantaloni cosi stretti sul cavallo che se lo fossero un pò di più...beh quei ragazzi non potrebbero più avere figli, di quelle feste dove ci si atteggia un pò e si parla di qualsiasi argomento sia indipendente e dia un' aria da intellettuale; ecco adesso mettete insieme i due tipi di festa, e la colonna sonora di ciò che ne viene fuori è "Hippies" il secondo album degli Harlem. Il trio Texano si ripulisce sbatte in copertina una foto trash/modaiola e dentro ci infila un disco con ben 16 pezzi freschi freschi di garage dove si alternano momenti di chitarre sixteen lercie ed acide a momenti di più fresco divertimento catchypop con tanto di doppievoci (rigorosamente imprecise) e con riff che ti sgomitano in testa e ti fanno improvvisamente cominciare ad agitare. Un album divertente, forse non innovativo ma che ti prende da subito e non risulta mai pesante.