Nuovo singolo e nuovo video per la cantautrice gallese.
Kitsunè sempre sia lodata!
Di sicuro la mia preferita.
Lui è pazzo, sarà per questo che ci piace.
Incredibile! Un pezzo italiano!
giovedì 1 luglio 2010
mercoledì 23 giugno 2010
17|06|10 FishNChips Live Experience w. Good Shoes/We Have Band/Holidays
Arriva il caldo e con lui l'irrefrenabile voglia di uscire di casa per poter combattere l'afa a suon di drink gelati e serate estive all' insegna del sano sport. A darci la possibilità di spezzare la monotonia ci pensa la FSNCPS Live Experience evento che negli ultimi anni è riuscito a portare nella capitale alcuni artisti interessanti; la sera del 17 Giugno non fa eccezione presentandoci una scaletta di tutto rispetto pensata ad hoc per staccare il sedere dal divano ed oltrepassare la porta di casa.

Sono più o meno le 22:30 quando iniziano a suonare gli Holidays, band di cui abbiamo spesso parlato e che non tradisce quanto di buono era stato messo in giro. Il quintetto targato KIY Records suona per circa 30 minuti riuscendo a coinvolgere un pubblico ancora freddo e in fase di assestamento, il merito va sicuramente ai ritmi travolgenti e in continua crescita qualitativa che potrebbero portare la band romana sotto la definizione Next Big Thing tanto cara ai colleghi d'oltremanica.

Da una promessa futura ad una forse mantenuta: salgono sul palco i We Have Band, terzetto dai suoni evocativi e dal gusto retrò che propone tutti i suoi pezzi estratti dal loro debut album WHB. Il momento che aspettavo di più però arriva dopo la mezzanotte, ed è precisamente quando i Good Shoes attaccano con The Way My Heart Beats (primo singolo estratto da No Hope, No Future). Rhys Jones e soci alternano pezzi lenti, caratteristici del secondo album a loro dire più riflessivo, con schitarrate scatenate e scatenanti che aizzano la folla contro la transenna. Manca il bis ma soprattutto mancano alcuni must del primo LP, Small Town Girl mi è rimasta di traverso per tutto il giorno seguente ma Rhys si è saputo far perdonare rispondendo a qualche domanda che pubblicheremo nei prossim giorni. Intanto sorbitevi questo ritratto della stanchezza.

Sono più o meno le 22:30 quando iniziano a suonare gli Holidays, band di cui abbiamo spesso parlato e che non tradisce quanto di buono era stato messo in giro. Il quintetto targato KIY Records suona per circa 30 minuti riuscendo a coinvolgere un pubblico ancora freddo e in fase di assestamento, il merito va sicuramente ai ritmi travolgenti e in continua crescita qualitativa che potrebbero portare la band romana sotto la definizione Next Big Thing tanto cara ai colleghi d'oltremanica.

Da una promessa futura ad una forse mantenuta: salgono sul palco i We Have Band, terzetto dai suoni evocativi e dal gusto retrò che propone tutti i suoi pezzi estratti dal loro debut album WHB. Il momento che aspettavo di più però arriva dopo la mezzanotte, ed è precisamente quando i Good Shoes attaccano con The Way My Heart Beats (primo singolo estratto da No Hope, No Future). Rhys Jones e soci alternano pezzi lenti, caratteristici del secondo album a loro dire più riflessivo, con schitarrate scatenate e scatenanti che aizzano la folla contro la transenna. Manca il bis ma soprattutto mancano alcuni must del primo LP, Small Town Girl mi è rimasta di traverso per tutto il giorno seguente ma Rhys si è saputo far perdonare rispondendo a qualche domanda che pubblicheremo nei prossim giorni. Intanto sorbitevi questo ritratto della stanchezza.
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EVENTI
Lei è troppo per me

Nella mitologia hollywoodiana tutto è possibile e uno dei miracoli più utilizzati e visti è quello del brutto anatroccolo che si fidanza con la bellezza mozzafiato di turno. Lei è troppo per me, raro caso di traduzione non storpiata, riprende fedelmente la formula citata in precedenza presentandosi come una commedia gradevole, poco volgare e in grado di attirare l'attenzione dello spettatore nel grande vuoto che sconvolge la programmazione nel periodo estivo. Kirk ( Jay Baruchel) non è mai stato capace di realizzare niente, nella scala del suo amico Wendell è un 5 e non sembra avere molte possibilità di migliorare quella che è senza dubbio una vita monotona e piatta. Ma si sa, il mondo del cinema sa sorprenderci nei modi più impensabili ed è così che Kirk incontra casualmente Molly ( Alice Eve ) troppo bella per lui, un 10 tondo per Wendell, ma stranamente interessata al protagonista sfigatello così impacciato da ritenersi inadatto al ruolo di partner, una convinzione che lo porterà a lasciarla e forse a perderla. Di commedie così se ne sono viste a centinaia, alcune funzionano e altre meno, per alcune vale la pena spendere il tempo della visione mentre per altre è una perdita di tempo anche vedere il trailer. "Lei è troppo per me" o "She's out of my league" è una via di mezzo , ottimo compagno per un pomeriggio piovoso da trascorrere in casa e pessimo partner economico per una serata in sala.

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CINEMA
TOP5 Week's Best Stuff #10
Talking Stuff l'ha tirato fuori per voi da "Say It".
Dal loro EP di debutto "Memphis".
Direttamente dal nuovo album in uscita ad agosto.
Ecco il video per il nuovo singolo estratto dall' album "Five Ghosts"
Questa è la versione live perchè sul tubo ancora non c'è purtroppo ma è davvero un bel pezzo.
Dal loro EP di debutto "Memphis".
Direttamente dal nuovo album in uscita ad agosto.
Ecco il video per il nuovo singolo estratto dall' album "Five Ghosts"
Questa è la versione live perchè sul tubo ancora non c'è purtroppo ma è davvero un bel pezzo.
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CHARTS
venerdì 11 giugno 2010
Detroit Social Club - Existence

Solito hype, solite delusioni. Di chi è la colpa?
Ascotando Existence la prima cosa che ti viene in mente è il vuoto.
E' un brutto segno dottore?
Non provo emozioni, mi sembra tutto così futile e trascurabile, undici tracce di nulla o di brutti omaggi ad altri gruppi.
La band di Newcastle delude, non riesce a dare nulla di nuovo ad una scena musicale in pieno fermento creativo.
Non credete che non abbia voglia di scrivere, semplicemente non c'è niente da scrivere.
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MUSICA
Gentlemen Broncos
Quanto vanno forte i film indipendenti. Lo sa bene Jared Hess che era balzato agli occhi della critica con Napoleon Dynamite e che due anni dopo era tornato con Nacho Libre per poter mettere nuovamente in discussione le sue discutibili qualità artistiche. Ci riprova adesso con Gentlemen Broncos, ci riprova con un film che vorrebbe far ridere e riflette, ci riprova con gli ingredienti che lo resero celebre sei anni fa, ma non ci riesce.Benjamin è un aspirante scrittore, naturalmente come impone il genere è disadattato e si merita lunghe inquadrature in cui fissa punti fermi. Ma non sarebbe questo il problema, anzi il film parte anche abbastanza bene: Benji scrive una storia che viene presentata ad un concorso dove presenzia in qualità di giudice Ronald Chevalier (Jemaine Clement dei Flight of the Conchord), guru della letteratura fantascientifica e idolo del protagonista. Purtroppo però quest'ultimo si dimostrerà solo un ciarlatano dal momento che deciderà di copiare il testo di Benjamin per rimediare alla sua scarsa vena artistica. Il resto del film sono tanti avvenimenti più o meno casuali che ci portano al finale, scontato tra l'altro. L'idea di raccontare i libri dei protagonisti con delle sequenze girate è carina e Sam Rockwell come protagonista di entrambe potrebbe anche far scattare il sorriso, il kitsch che contorna il tutto però riesce ad essere irritante quanto basta per farti passare la voglia di vedere il film. Hess inoltre ripropone alcuni dei suoi "marchi di fabbrica", primo su tutti il cliche del personaggio alto e rincoglionito (passatemi il termine) irritante dopo soli due minuti di battute e con il baffo da motociclista eternamente in bella vista. Peccato per Michael Argarano, l'unico che riesce a risollevare la baracca ma che non può far guadagnare la sufficienza al film.
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CINEMA
martedì 8 giugno 2010
The Drums-The Drums
Dai sù sto parlando con te lo sai...ma si proprio te...si si te, che cinque minuti fà hai sentito un motivetto nello spot della Peugeot 3008, ti è piaciuto e magari poi hai detto "ah che carina sta canzoncina! oh, mò me la scarico proprio!" ecco si sto parlando esattamente con te...pervafore vai via e lascia solo a leccare le proprie ferite chi ha atteso con trepidazione e amato alla follia l'EP "Summertime!", chi su "Let's Go Surfing" ci ballava la scorsa estate con le lacrime agli occhi e il cuore gonfio di gioia, chi ora la mattina accende la TV e si vede l' adorabile faccia da checca disadattata di Jonathan Pierce su MTV.
La musica è per tutti, sono d'accordo ma permettetemi di impuntarmi come un bambino capriccioso e di rifiutare, seppur continuando a ballare(se metti sù i drums non mi puoi fermare), questo omonimo album di debutto; mi sento come se un gruppo di bambini assatanati di Hits da ingurgitare mi avesse tolto il giocattolo dalle mani, lo avesse toccato per bene con le dita sporche e ora me lo stesse restituendo tutto lurido di sbrilluccichii commerciali e piccole toppe trendy-eighties, e la cosa che più mi fa arrabbiare è che forse tutta questa sporcizia c'è sempre stata nei The Drums, solo che nessuno se ne era mai accorto perché diciamocelo il fascino del "giocattolo" con i capelli strani, il sound new wave ma con l'aggiunta di un tocco da falò estivo e malinconico colpisce sempre e spesso lo fa anche prima che ci si possa accorgere dei veri contenuti di un prodotto.
Ora dovrei passare a descrivere l' album nei dettagli ma mi sentirei ripetitivo e farebbe male solo al mio orgoglio ammettere che i The Drums in fondo si confondono con il resto delle Band da spiaggia dei New Order che hanno invaso la scena indie contemporanea con l'unica differenza che essendo talmente di facile ascolto, The Drums, è riuscito ad arrivare anche al di fuori della scena indipendente.
No non è una recensione negativa, Talking Stuff se ne vuole fregare del parere della gente, vuole lasciar a tacere la razionalità, levarsi il cuore e vedere se poggiato vicino alle casse continua a ballare.
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MUSICA
Zombieland

I film con gli zombie, quale oscura materia. Roba seria o un semplice tripudio di sangue? Romero è un genio o un povero idiota? Se questo articolo fosse stato scritto sei anni fa probabilmente starei gridando al miracolo invocando a gran voce il termine capolavoro, peccato che la pellicola americana sia stata battuta sul tempo da una britannica già citata su queste pagine, Shaun of the Death. Un film che all' epoca venne accolto da un tripudio di elogi, Romero lo definì "Una Bomba" e gli fecero eco gente come Quentin Tarantino e Peter Jackson donando al regista Edgar Wright il successo meritato; capirete bene quindi quanto questo stacco di sei anni sia importante. Facciamo un passo indietro e torniamo a Zombieland, opera prima di Ruben Fleischer e che si apre come il più classico zombie movie: apocalisse sulla Terra ormai infestata da non morti e manipolo di sopravvissuti che cerca di scampare al massacro. Così Columbus incontra Tallahassee che incontra Wichita e Little Rock, tutti con un unico obiettivo: raggiungere Pacific Playland, un parco giochi apparentemente sicuro e privo di mangia cervella. Un susseguirsi di situazioni comiche che scardinano il film dai binari solitamente percorsi dall' horror movie all'americana e che portano lo spettatore alla risata facendo guadagnare a questo film un posto d'onore nella lista delle pellicole uscite lo scorso anno. Per quanto riguarda un eventuale uscita in Italia le notizie sono molto confuse ed è proprio di pochi giorni la rimozione dalla lista dei film estivi, in America già si prepara il secondo episodio, questa volta in 3D, e noi non possiamo che aspettarlo con ansia.

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CINEMA
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